LA VALUTAZIONE

La valutazione degli apprendimenti rappresenta un fronte impegnativo per le scuole: essa, infatti, richiede una forte assunzione di responsabilità nella scelta di modelli teorici coerenti, assetti metodologici rigorosi, strumenti validi e attendibili finalizzati alla rilevazione di conoscenze e competenze. Ciò che va assolutamente evitato è che la valutazione si traduca in un atto autoreferenziale, soggettivo, piuttosto che in un lavoro condiviso e collegiale degli operatori scolastici attorno alle strategie, alle prove e ai criteri impiegati.

La valutazione è un processo sistematico e continuo che si fonda su criteri ed è elaborata collegialmente. Misura le prestazioni dell’alunno, l’efficacia degli insegnamenti e la qualità dell’Offerta Formativa e fornisce le basi per un giudizio di valore che consente di individuare adeguate e coerenti decisioni sul piano pedagogico (valutazione diagnostica e valutazione formativa) e sul piano sociale (valutazione sommativa, che è certificativo-comunicativa).

La valutazione è parte integrante della progettazione, non solo come controllo degli apprendimenti, ma come verifica dell’intervento didattico al fine di operare con flessibilità sul progetto educativo. I docenti pertanto, hanno nella valutazione, lo strumento privilegiato che permette loro la continua e flessibile regolazione della progettazione educativo/didattica.

La valutazione, equa e coerente con gli obiettivi di apprendimento stabiliti nel PTOF e nelle programmazioni di classe, ha per oggetto il processo di apprendimento, il comportamento e il rendimento scolastico complessivo degli alunni. Essa si estrinseca in tempi e modalità diversi.

Valutazione Diagnostica: compie l’analisi delle situazioni iniziali dei requisiti di base necessari per affrontare un compito di apprendimento. Strumenti a tal fine sono: osservazioni sistematiche e non, prove semistrutturate, prove comuni di ingresso (concordate per classi parallele a livello di scuola primaria), libere elaborazioni;

Valutazione Formativa: persegue una costante verifica della validità dei percorsi formativi. Serve ai docenti per monitorare il percorso di apprendimento in itinere e scegliere le soluzioni migliori;

Valutazione Periodica: può essere intermedia (quadrimestrale) e annuale (finale). Fa un bilancio consuntivo degli apprendimenti degli alunni/e, mediante l’attribuzione di voti numerici espressi in decimi, e delle competenze acquisite a livello di maturazione culturale e personale mediante un giudizio analitico (che riguarda solo la scuola primaria). Essa svolge una funzione comunicativa non solo per l’alunno/a ma anche per le famiglie (Legge n.169/2008);

Valutazione Orientativa: favorisce un’accurata conoscenza di sé in vista delle scelte future.

La valutazione periodica e finale degli alunni è compito:

● dei docenti della classe titolari degli insegnamenti delle discipline comprese nei piani di studio nazionali;

● dei docenti che insegnano religione cattolica i quali partecipano alla valutazione periodica e finale limitatamente agli alunni che si avvalgono dell’insegnamento della religione cattolica; tale valutazione viene espressa mediante una speciale nota da allegare al documento di valutazione riguardante l’interesse e il profitto dell’alunno, con conseguente esclusione del voto in decimi;

● dei docenti di sostegno che, in quanto titolari della classe, partecipano alla valutazione di tutti gli alunni. 

Oltre che al miglioramento dei livelli di conoscenza e al successo formativo, anche in coerenza con l'obiettivo dell'apprendimento permanente di cui alla «Strategia di Lisbona nel settore dell'istruzione e della formazione», adottata dal Consiglio europeo con raccomandazione del 23 e 24 marzo 2000, la valutazione concorre, con la sua finalità anche formativa e attraverso l'individuazione delle potenzialità e delle carenze di ciascun alunno, ai processi di autovalutazione degli alunni medesimi.Parallelamente alla sua valutazione, quindi, il docente guida gli alunni all’autovalutazione ponendosi accanto ad essi nel modo più costruttivo per stimolarne le capacità di diagnosi e di impegno nell’individuare le cause degli insuccessi e adottare strategie coerenti con il miglioramento. L’allievo deve essere stimolato ad acquisire consapevolezza di quelli che sono i suoi processi cognitivi di autoregolazione e di autogestione nell’apprendimento e nello studio (metacognizione).

 

→ VADEMECUM VALUTAZIONE